Dal salvataggio ai fasti di un tempo

Nel 2006, in seguito alla vendita all’asta giudiziaria, per scongiurare una vasta speculazione edilizia il Parco e le ville che compongono Villa della Pergola sono stati acquistati da una cordata di amici guidata da Silvia e Antonio Ricci.

D’intesa con la Sovrintendenza e gli enti preposti, ogni intervento di restauro è stato eseguito per salvaguardare le ville e il giardino che è stato poi restituito alla collettività.

Successivamente all’intervento di salvataggio, è stato avviato un tenace e accurato restauro del Parco sotto l'appassionata direzione dell'architetto paesaggista Paolo Pejrone.

Oltre alla potatura e cura dei maestosi alberi sopravvissuti, si è dovuto procedere con una prima radicale pulizia del parco da detriti, piante infestanti e quant'altro si era accumulato nel tempo.

Gli interventi di pulitura hanno portato fin da subito alla luce i crolli dei muretti a secco e le problematiche strutturali di un parco realizzato su terrazzamenti.

La prima fase dei restauri ha riguardato pertanto la messa in sicurezza e la staticità di tutti i muri di sostegno oltre alla integrale creazione di un impianto di irrigazione e del convogliamento delle acque, al fine di limitare il più possibile i consumi idrici.

Studiando le sbiadite fotografie del periodo dei Dalrymple e degli Hanbury, si è avviato quindi un intervento di restauro conservativo senza rinunciare a consapevoli cambiamenti, nella convinzione che un grande parco storico è prima di tutto un essere vivente, che muta e si trasforma con il passare degli anni.

Il progetto di restauro è stato finalizzato a un accurato restauro dei 22 mila metri quadrati dei Giardini, di cui si è occupato l'architetto paesaggista Paolo Pejrone. Una attenzione particolare è stata dedicata al recupero, alla conservazione e all'arricchimento delle fioriture e, insieme a Silvia Arnaud Ricci, alla creazione delle rinomate collezioni botaniche di glicini (34 varietà per la più importante collezione italiana) e di quella che oggi è la più importante collezione di agapanthus in Europa, che vanta quasi 500 specie diverse, oltre a quella degli agrumi.

Una attenzione particolare è stata poi dedicata al recupero, alla conservazione e, insieme a Silvia Arnaud Ricci, alla creazione delle rinomate collezioni botaniche di glicini (34 varietà per la più importante collezione italiana) e, laddove c'erano già degli Agapanti, è stata creata, ex novo, quella che oggi è la più importante collezione di agapanthus in Europa, che vanta quasi 500 specie diverse.

È stata aggiunta una collezione di agrumi, reintrodotte le cactacee amate dagli Hanbury, le strelizie giganti e, sulla grande vasca di raccolta delle acque, è stato realizzato un ambiente per ospitare i loti.

Oggi il Parco onora e supera gli antichi fasti dei Dalrymple e degli Hanbury, continuando a arricchirsi e ad accogliere nuove collezioni botaniche e piante rare, e Villa della Pergola rientra a pieno titolo nel novero delle dimore storiche perfettamente conservate nella loro struttura originaria come Villa Hanbury alla Mortola, Villa Ormond e Villa Nobel a San Remo, Villa Altachiara e il Castello Brown a Portofino e Villa Marigola a Lerici.

Confermandosi oggi, come nei primi anni del novecento, una delle meraviglie botaniche della Riviera e del Mediterraneo.